VALERIO ALBISETTI PSICANALISTA SUI GENERIS

Valerio Albisetti - Diventa ciò che sei

  1. Noi siamo ciò che pensiamo”.
  2. Chi da bambino è stato amato, da adulto saprà amare”.
  3. Piuttosto che avere rimpianti, è meglio avere ricordi”.
  4. Spesso ci vuole più coraggio e più amore a dire no che sì”.
  5. Le nostre azioni non devono mai avvenire per reazione, ma essere sempre inserite in un progetto”.
  6. L’amore è dare senso.”
  7. Fare vuoto dentro di sè per riempirlo di luce”.
  8. Dobbiamo imparare anche a dire di no”.
  9. Si risolvono le cose grandi cominciando a risolvere quelle piccole”.
  10. Se devi scegliere tra parole e fatti scegli i fatti”.
  11. Non dipendere dagli altri, dai loro pareri, ascolta tutti, ma abbi sempre una tua idea”.
  12. Desiderio e volontà devono stare insieme, slegati producono effetti negativi”.
  13. Non assumere su di te responsabilità altrui”.
  14. Ad ognuno auguro la vita che si merita.”
  15. Il nostro saper vivere si trova nel saper di dover morire e non nel volerlo sapere”.
  16. Per innamorarsi basta nulla, per amare occorre una vita.”
  17. L’amore non è da tutti. Non è gratuito. E’ il risultato di una crescita.”
  18. Siamo tutti, più o meno, nevrotici. Compito essenziale di ognuno è ridurre la propria nevrosi” .
  19. Si deve vivere la vita, non farci vivere da essa” .
  20. Il fuori proviene sempre dal dentro” .
  21. Un rapporto di vero amore si basa sulla verità e sull’autenticità.”
  22. Bisogna imparare a chiedere scusa”.
  23. Ciò che conta è il come fai una cosa, piuttosto che farla”.
  24. Bisogna sempre ridere di cuore”.
  25. Un vero maestro mostra la strada, non può percorrerla per te”

 Valerio Albisetti 01

I SINTOMI

Consapevolezza e Spirito, quando queste due istanze sono in equilibrio e in armonia vivremo uno stato di salute; quando, al contrario, sono in disequilibrio e in disarmonia, creeranno dei sintomi e vivremo uno stato di malattia.

I sintomi dunque sono importanti, perché segnalano che si sono persi l’equilibrio e l’armonia. I sintomi sono nostri alleati, non devono essere combattuti, perché indicano la via che si deve seguire per comprendere in profondità la malattia.

I sintomi non sbagliano, ci conoscono bene, e sanno dove dobbiamo recuperare. Se li ascolteremo guariremo e soprattutto aumenteremo in consapevolezza e spirito

IL CORPO UMANO

Con il passare degli anni sono sempre più convinto che tutto ciò che è captato dai nostri sensi non è che una espressione del grande universo dell’invisibile. Dunque è di assoluta importanza per l’umanità la capacità di interpretare, di decodificare gli eventi che vive.

Si può dire che l’essere umano esiste fino a quando dà senso a se stesso e a ciò che lo circonda.

Così che rimaniamo in vita solo fino a quando vivono nel nostro corpo materiale le due istanze invisibili: la consapevolezza e lo spirito.

Il corpo dunque è il luogo dove si esprimono e si realizzano consapevolezza e spirito.

PRESSIONE DEL SANGUE

Ogni goccia di sangue contiene la persona nella sua individualità e totalità, tanto che è sufficiente una goccia di sangue per una diagnosi clinica. La pressione sanguigna rappresenta l’equilibrio, l’ armonia interiore della persona, determinati dalla pressione creata dallo scorrimento del sangue contro le pareti dei vasi che lo contengono.

Mentre il sangue, abbiamo visto, rappresenta l’individualità e la totalità della persona, i vasi rappresentano i confini e i limiti in cui la vita deve scorrere. Ancora una volta comprendiamo come la vita vera è il risultato della pulsione di vita e del senso del limite.

BLOCCO EMOZIONI

Bisogna dire, inoltre, che nei disturbi del cuore c’è sempre un blocco delle emozioni che, non potendo esprimersi, finiscono per somatizzarsi e costringere, in modo nevrotico, la persona a dare ascolto al proprio cuore. In genere, viviamo le nostre giornate senza prestare attenzione al battito del nostro cuore, cominciamo a sentirlo solo in presenza di forti emozioni o di malattie. Possiamo dire così che i cardiopatici sono, in gran misura, persone che non danno ascolto al proprio cuore. Così che i sintomi cardiaci e la conseguente paura dell’infarto li porta a modificare il loro stile di vita. Fino, nei casi patologici, a vivere con la paura costante che il proprio cuore possa fermarsi, e a rendere la vita non più libera.

TROPPO AUTOCONTROLLO NUOCE

La persona, soprattutto oggi in società molto organizzate e complesse, spesso teme di perdere il controllo di se stessa.

La persona, nel corso del tempo, è stata abituata a controllare se stessa, e ciò è di grande utilità per la convivenza sociale, ed è per questo che la capacità di autocontrollo è valorizzata in modo molto positivo, è sinonimo di buona educazione, ed è insegnata fin dai primi anni di vita, ma è anche il motivo della ipocrisia così diffusa, a tutti i livelli, in tutta la società; perché autocontrollarsi significa reprimere tutti gli impulsi sgraditi o nocivi per la convivenza sociale.

Così gli impulsi repressi vengono sepolti nell’inconscio, e lì continueranno a vivere e a produrre sintomi nevrotici. Inoltre continuare ad autocontrollarsi provoca un notevole dispendio di energia psichica, e un aumento di rigidità dell’io. Ma, sapendo, per esempio, che la realizzazione del desiderio diventa possibile con un allentamento del controllo dell’io, le persone con grande autocontrollo vivranno, per lo più, una vita fredda, poco gioiosa, chiusa.

Una vita priva delle espressioni e realizzazioni delle emozioni. Una vita non di cuore.

PERDERE LA TESTA

La persona esprime pienamente la sua vita se sviluppa i due centri fondamentali della sua essenza: testa e cuore. Nessuno dei due è peggiore o migliore dell’altro, sono entrambi fondamentali, dunque devono esprimersi e svilupparsi fino al limite delle loro potenzialità e in armonia l’uno con l’altro. Infatti la persona che raggiunge la consapevolezza spirituale vive naturalmente in equilibrio tra testa e cuore, e ciò determinerà tutti i suoi comportamenti, atteggiamenti, e tutte le sue scelte. Quando ci si accorge di vivere troppo di testa è tempo di guardare verso il cuore e verso le proprie radici. Ho sempre scritto che la figura che meglio rappresenta la mia idea di persona è l’albero, che deve affondare nella terra le proprie radici per poter crescere sano e robusto, e deve svilupparsi verso l’alto per poter ricevere la luce del sole per poter vivere. Per esempio, la testa non deve stare sola e andare avanti senza il cuore, perchè tagliando il legame con il basso, il cuore e il corpo, andrà sola verso l’alto, salendo altezze pericolose, dove si perderà. Ecco perché persone considerate ragionevoli, fin troppo, ad un certo punto perdono la testa.

SEGUIRE LA VOCAZIONE

Per vocazione non intendo solo quella religiosa, anche se il termine vocazione è usato soprattutto nel campo religioso, ma ogniqualvolta perseguiamo un ideale, una passione, un desiderio profondo, una inclinazione dell’anima, un grande entusiasmo per un certo tipo di attività. Realizzare la propria vocazione significa partecipare all’opera permanente della Creazione dell’universo, si entra nel piano di una intelligenza e sapienza universali, nel piano della Provvidenza. Ogni volta che una persona sviluppa i suoi talenti, Dio è con lei.

Ognuno di noi è chiamato a vivere con la propria originalità e in libertà, con la sua creatività, a differenza degli altri animali e piante che ubbidiscono a istinti o ad automatismi prestabiliti dalla natura.

Tra l’altro, ripeto, la persona che è chiamata a seguire quella vocazione è unica, la può realizzare solo leI.

LIBERI DI AMARE

Quando sarete riusciti a entrare in contatto con il profondo del vostro cuore scoprirete che è tenero, buono, dolce.

E forse…vuoto. Se lo troverete, invece, abitato ancora da rancori, invidie, gelosie, cercate di liberarlo. Pulitelo con calma e pazienza. E’ un viaggio doloroso, ma affascinante, nelle parti in ombra della vostra personalità.

Ma se un giorno sentirete il vostro cuore vuoto, non spaventatevi! Per esperienza so che gli esseri umani provano timore nel sentire il loro cuore vuoto. Ma se mi ascoltate, non correte a riempirlo…lasciatelo così, vuoto per qualche tempo…e per incanto si riempirà. Di amore. ( Liberi di amare. Valerio Albisetti. Ed. Paoline 2012

AFFRONTARE I NEMICI

Nel corso della nostra esistenza, anche se non ci accorgiamo, viviamo diverse fasi, diversi momenti, diversi periodi; a volte in modo impercettibile, altre in modo eclatante, voluti o imposti, noi viviamo dei cambiamenti.

Ma un cambiamento prevede una morte e una rinascita. La morte rispetto a ciò che eravamo e la nascita per quello che saremo. E questo processo provoca dolori, sofferenze, soprattutto mette inevitabilmente a dura prova, ogni volta che accade, la propria identità personale. Oggi, l’identità personale è comunemente cercata nel possedere le cose e le persone; è quasi sempre costruita sull’esteriorità, piuttosto che sull’interiorità, e così capiamo bene come, nel momento in cui perdiamo le cose o le persone, l’esterno di noi, andiamo in crisi di identità.

Crisi di identità così gravi che possono portare a profondi disagi spirituali, psicospirituali, oltre a eventuali malattie.

Solo quando si va dentro di sè, si centra la propria esistenza sull’interiorità, allora si può anche andare verso gli altri e le cose, senza morirvi dentro. Perchè il problema non è perdere le cose o le persone, ma non avere in mano la propria vita. Soprattutto, solo quando si è centrati sul senso profondo della propria esistenza, o meglio, solo quando questo senso profondo e personale determina la propria identità, possiamo inoltrarci anche per selve oscure, come per prati al sole. Possiamo affrontare i pericoli, i rischi, i nemici.

PSICOTERAPIA PSICOSPIRITUALE

I lettori di questo mio blog avranno notato che da quando è iniziato questo anno domini 2013, i miei post vogliono partecipare attivamente alla storia del momento ed essere di aiuto per una sua più profonda comprensione, confermando l’intero percorso del mio pensiero.

 D’altra parte, la mia visione della vita, scritta nei numerosi libri pubblicati in Italia da ed. Paoline, è sempre stata una concezione dinamica, non statica, dell’essere umano. Affonda le radici nell’Umanesimo Personalistico (fondai negli anni 80 del Novecento la Psicoterapia Personalistica) per arrivare, in questi ultimi tempi, alla fondazione della Psicoterapia Psicospirituale, dove la capacità di trascendenza, quella che io chiamo via psicospirituale, con i suoi luoghi di cambiamento, di conversione, di trasformazione psicospirituale si coniugano con la verifica dell’impegno sociale.

 Di fronte a questa crisi epocale nel campo della politica, della società, e della Chiesa, la persona che intendo è chiamata a TESTIMONIARE, leggi La Vita, La relazione, e Liberi di amare.ed. Paoline 2012), in questo delicato momento storico della civiltà d’Occidente.

 La mia persona affonda le sue radici nella Storia, ma vive ispirandosi costantemente a Dio. Mi piace pensare, a questo proposito, alla figura dell’albero che affonda le sue radici nella terra, ma vive slanciandosi verso il cielo, verso la luce.

Ma non finisce qui…

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