1-HOME PAGE – “DEPRESSI DI TUTTI I PAESI, UNITEVI !” – Angelo Nocent

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QUESTO BLOG SI SVILUPPA cammin facendo

 

CHIUNQUE TU SIA, SEI IL

benvenuto-wuelcome

EMAN

Amico, se non sei di fretta 

  • Togliti i calzari (sicurezze, pregiudizi, resistenze…) perché stai per entrare in un luogo sacro.

  • Cammina in punta di piedi perché qui si parla dell’Uomo,
    di donne e uomini che talvolta non sanno dove sbattere la testa.

  • Predisponiti all’ascolto con la musica di Bach e rifletti su queste parole:

Cos’è mai un uomo,

così piccolo e fragile,

perché ti ricordi sempre di lui 

e lo tratti con tanta tenerezza?”

(Salmo 8).

HAI DUE ALTERNATIVE:

  • Non proseguire.
  • Oppure, ripercorrere la strada dei discepoli di Emmaus per riscoprire le parole del Vangelo ancora accese, ancora incandescenti: :”Non ci bruciava forse il cuore alle sue parole?” [Lc. 24,32]).

Domo arigatoo !

Oriana Fallaci

Incredibile come il dolore dell’anima non venga capito.

  • Se ti becchi una pallottola o una scheggia si mettono subito a strillare presto-barellieri-il-plasma, se ti rompi una gamba te la ingessano, se hai la gola infiammata ti danno le medicine.
  • Se hai il cuore pezzi e sei così disperato che non ti riesce aprir bocca, invece, non se ne accorgono neanche.

 Eppure il dolore dell’anima è una malattia molto più grave della gamba rotta e della gola infiammata, le sue ferite sono assai più profonde e pericolose di quelle procurate da una pallottola o da una scheggia.

Sono ferite che non guariscono, quelle, ferite che ad ogni pretesto ricominciano a sanguinare”.  (Oriana Fallaci)

Parafrasando il “Proletarier aller Länder, vereinigt euch! “ del Manifesto di Karl Marx, non illudendomi di riportare equivalente successo, ma con pari ardore di chi ha la certezza nel cuore che “Cristo è risorto dai morti” e che “la nostra speranza è compiuta“, dal mio pensatoio oso lanciare un accorato invito:

DEPRESSI DI TUTTI I PAESI,

UNITEVI !”

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Vittorino Andreoli - La fatica di crescereMai come in questo momento storico i disturbi mentali sono tanto gravi e diffusi:

  • l’ansia sembra una compagna fissa di ciascuno di noi, indipendentemente dall’età.

  • La depressione, che è una dichiarazione di stanchezza di rimanere al mondo e di voglia di morire, ha raggiunto percentuali che ormai ne fanno il disturbo più «normale» che si conosca.

  • Le malattie centrate sulla paura, fino alla paura della paura e agli attacchi improvvisi di terrore, sono un’entità nuova e drammatica a cui è correlata la patologia della nostra mente.

  • I disturbi sociali, intesi come difficoltà di inserirsi attivamente nel contesto delle città, e che comprendono anche la violenza inaudita di un anonimo verso un ignoto, sono tali da spaventare.

  • Una brutalità che va oltre la logica di un nemico da eliminare e di un ostacolo da rimuovere, ma che si scaglia contro un nessuno, contro chi nemmeno si conosce e pertanto è escluso da una qualsiasi avversità.

  • La violenza è giunta a essere un comportamento banale, così come l’ammazzare.

In un quadro di queste dimensioni il cambiamento si rende necessario per impedire la sparizione di una intera società e dello stesso pianeta, per evitare non soltanto la fine di una civiltà, bensì dell’uomo”. (Vittorino Andreoli)

Emozioni ferite

Eugenio Borgna“…Le emozioni dicono quello che si svolge in noi, nella nostra psiche, nella nostra interiorità, nella nostra anima; ma le emozioni sono (anche) portatrici di conoscenza: di una conoscenza che ci trascina nel cuore di alcune esperienze di vita irraggiungibili dalla conoscenza razionale”.

“I linguaggi delle emozioni non possono non rispecchiarsi, fiammeggianti e talora sanguinanti, in quelle esperienze psicotiche, in quelle schizofreniche in particolare, nelle quali le forme di insorgenza e di evoluzione nel tempo sono radicalmente condizionate dai bagliori dell’angoscia e della disperazione: dal tumulto delle emozioni che non si inaridiscono mai.”

 Lacrime“La gioia è, forse, l’emozione più fragile e metafisica, che nasce quando vuole, e quando vuole scompare: come rugiada del mattino.

La gioia non è felicità, e il tempo della gioia è il tempo del presente agostiniano che non ha passato e non ha futuro.

La gioia si intravede nel sorriso, certo, ma talora nel pianto: nelle lacrime che possono essere irrorate di gioia, e che si fanno allora ancora più luminose.

etty-hillesum - Un atto degno di un uomo è inginocchiarsi davanti a Dio.

La gioia riempie di sé le esperienze mistiche di Blaise Pascal e di Teresa d’Avila, e si mescola con le loro lacrime. La gioia è una emozione fuggitiva e inafferrabile ma è una emozione che consente talora, come in Etty Hillesum, di dare un senso anche alla morte che si avvicina: la gioia che questa straordinaria giovane donna olandese (ebrea) ritrovava in uno spicchio di cielo, e in questo spicchio di  cielo, che aveva nel cuore, vedeva libertà e bellezza. [ ETTY HILLESUM morta ad Auschwitz nel ’43 – DAL DIARIO ]

La gioia è la parola tematica dell’ultima sinfonia di Ludwig van Beethoven: ma la gioia, come emozione nella vita così luminosa e così radiosa, si può oscurare: sommersa dal le ombre del dolore e dell’angoscia che la deformano: senza cancellare nondimeno ogni suo elemento tematico.

La gioia, come emozione fragile ed evanescente, non può se non essere ascoltata nella solitudine e nel silenzio del nostro cuore: che l’accolga come un’ospite delicata; e, in ogni caso, alla solitudine e al silenzio , che lasciano intravedere in sé schegge  di oscurità e di mistero, di fascinazione e di speranza, di inquietudine e di angoscia, di attesa e di smarrimento, sono dedicate le pagine di un secondo capitolo…”.

“Il silenzio è dentro di noi nella sua fragilità e nella sua inconsistenza; ed è  necessario farlo sgorgare in noi, liberandolo dagli steccati che lo imprigionano, lasciargli intorno uno spazio vitale, e non soffocarlo. Così, dovremmo educarci alla solitudine e al silenzio: lasciarci educare dal silenzio; e nel solco fluttuante di queste riflessioni vorrei riconoscere il silenzio  nella poesia e nella nostra anima…”(Eugenio Borgna in LE EMOZIONI FERITE – Feltrinelli).

Depressione-rischi-linguaggio

Papa Francesco

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GLI OCCHI ci mettono in contatto con il mondo delle persone e delle cose; e in essi si intravede, forse, la cifra segreta e misteriosa della unità fra anima e corpo: nella loro conciliazione dialettica senza fine.

GLI OCCHI ci rivelano gli stati d’animo enigmatici e dolorosi, lieti e tristi, angosciati e disperati, nostalgici e inquieti, che si animano negli altri che, a loro volta, sono i soli a ri-conoscere i nostri stati d’animo: a noi, ovviamente nascosti e indecifrabili se non nella mediazione ambigua e camaleontica degli specchi.

Il fulgore o le braci ancora palpitanti di luce, degli occhi ci colpiscono istantaneamente in una persona che mai, prima d’ora, ci è stato dato d’incontrare; e, al di là delle parole che ascoltiamo, ci avvicinano al suo cuore: alle sue attese  e alle sue speranze. Come diceva Edith Stein, gli occhi ci rivelano l’essenza altrimenti insondabile di una persona; ma devono essere occhi aperti (anche) all’invisibile e all’indicibile: gli occhi che non sognano, non vedono: questa bellissima immagine di Gaston Bachelard non può non farci pensare all’alone di irrealtà (di oltrerealtà) che circonda il mondo (l’altro mondo) in cui siamo immersi.” (Eugenio Borgna)

Occhi belli e tristi

Nel Macbeth [138]. quando entra in scena il nobile barone di Ross, Lennox divce cose che non dovremmo dimenticare mai quando cogliamo negli occhi altrui tracce visibili e invisibili di angoscia.

Quale ansia c’è nei suoi occhi! Il suo è lo sguardo

di chi deve comunicare cose straordinarie.

Quante volte, in psichiatria, non sappiamo intravedere negli occhi di chi sta male le cose straordinarie che ogni paziente vorrebbe dire, e non riuscirà mai a dire”. (Eugenio Borgna)

Depressione-bullismo

Stress

Non sappiamo perché a ciascuno di noi è chiesto quello che ci è chiesto, se morire a fettine o morire tutto insieme.

I santi sono quelli che lasciano vivere Dio in sé, che gli danno spazio”. (Chiara Petrillo)

Jracema Justiniano

Ecco lo psichiatra, un uomo del dolore che vive del dolore dell’altro e che permette di rispecchiare nella propria fragilità la forza terapeutica.

Il potente non sa amare; l”uomo di ferro è freddo, sa avvolgere e legare per sottomettere, per schiavizzare. Senza paura non c’è amore e il potente fa paura…”

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Jracema Justiniano al Benito Menni con gli allievi

Un tempo mi insegnavano a nascondere le debolezze, a non far emergere i difetti, che avrebbero impedito di far risaltare i miei pregi e di farmi stimare. Adessonvoglio parlare della mia fragilità, non mascherarla, convinto che sia una forza che aiuta a vivere”. (Vittorino Andreoli psichiatra).

vittorinoandreoli_L'UOMO DI VETRO   vittorino andreoli

Clicca:

 

faro nella notteSignore Gersù, Tu che sei il FARO di questo sito, illumina e benedici tutti i naviganti che trànsitano sulla rotta del ”perché soffrire?” e si sentono logorati e stremati dal quotidino senza sole e senza uscite di sicurezza.

CRISTO MEDICO – LA COOPERAZIONE DEL DIVINO CON L’UMANO

Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori” (Mt 9,13).

Gesù medico

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Dio - Che dio ci aiuti

DICIAMO SUBITO CHE

  • Non sono gli sbagli da noi compiuti a definire il nostro rapporto con DIO.
  • È invece la Sua misericordia che ci dà la possibilità di ricominciare;

  • il Suo occhio vede non ciò che siamo stati,

  • non quello che siamo,

  • ma quello che possiamo diventare se abbiamo questa fiducia di poter offrire la nostra vita nella carità.

preambolo

Questo blog parla di psicologia, psichiatria, spiritualità ma il suo gestore (che sarei io) non è né psicologo né psichiatra né teologo. Solo che, per motivi che non sto ad elencare, da una vita segue con interesse da vicino questo mondo fatto di buone intenzioni, carico di attese, pieno di delusioni e  non privo di grandi contraddizioni.

1971…

Angelo Nocent

Quando scrivo, lo faccio ispirato da una certa visione della vita (DARE AL DOLORE LE PAROLE CHE ESIGE – Angelo Nocent) che man mano emergerà. Ma poi mi pongo con altrettanta attenzione a considerare le altrui posizioni ed a rispettarle, sempre in un confronto leale.

So che anche le idee migliori patiscono l’usura del tempo, perciò è meglio sentire le tante campane che spopolano in questo misterioso mondo della psiche, o dell’anima, non privo di pregiudizi ma anche di interessi economici e perciò fatto talvolta di persone senza scrupoli, se non altro per individuare quei campanacci più stonati.

campane1

sos

N.B. Quando si parla di perplessità sugli psicofarmaci, NON è un invito a sospenderli. Pertanto, si ribadisce con forza che solo il medico curante è autorizzato a farlo e, solitamente, l’interruzione non avviene mai di colpo ma con una riduzione progressiva del dosaggio.

yoga

CORPUS MEUM

  • CARNE

  • PSICHE

  • INCONSCIO

  • SPIRITO

  • tutto il mio ESSERE vuole sopravvivere a se stesso, UNICO e IRRIPETIBILE, QUESTO IO SONO

Cristo sanguinante

ECCE HOMO !

Immagine eloquente, straziante. Ma Egli, l’Uomo dei dolori, del patire, sa dire anche di più: perfino svelarmi cose di me che io per primo non sapevo, di cui non ero a conoscenza.

Quando succede, c’è sempre un’opportunità di crescere che ci viene offerta. Perciò, meglio coglierla e farne uno strumento di liberazione interiore.

E’ il mio auguro e per te prego perché Qualcuno passi da casa tua a convincerti del dono.

Intanto, prova ad accedere alla PASSIONE SECONDO MATTEO di  Bach, una musica terapeutica che riesce a penetrare nelle misteriose profondità dell’anima.

Sepolcro di Gesù a Gerusalemme

Sepolcro di Gesù in Gerusalemme

Stabat Mater dolorósa

iuxta crucem lacrimósa,

dum pendébat Fílius.

 Cuius ánimam geméntem,

contristátam et doléntem

pertransívit gládius.

Maria mater dolorosa

Addolorata in lacrime stava la Madre

vicina alla Croce da cui pendeva il Figlio.

Una spada trafisse

la sua anima piangente

rattristata e dolente.

 

Franco Basaglia

Cerati, Trieste 1977, 3° Réseau Internazionale di Alternativa alla Psichiatria – Parco di San Giovanni – Michele Risso, Leo Nahon, Franco Basaglia – tendone delle assemblee plenarie.

FRANCO BASAGLIA (1924 – 1980)

EMAN

Psichiatria

un’industria di morte ?

Valerio Albisetti 01

Siamo tutti, più o meno, nevrotici.

Compito essenziale di ognuno è ridurre la propria nevrosi”.

VALERIO ALBISETTI PSICANALISTA SUI GENERIS

“Esercito la professione di psicoanalista e psicoterapeuta da circa 20 anni. Ho curato centinaia di pazienti e, sembrerà incredibile, li ho guariti tutti…”..

>>>>>  GUARIRE CON LA MEDITAZIONE CRISTIANA ?  –

PSICOSPIRITUALITA’

Termine inventato da Valerio Albisetti per indicare una spiritualità che comprenda anche la psicologia della persona. Albisetti scrive nei suoi libri che la psicologia, la psicoterapia non sono sufficienti da sole a dare risposte vere alla sofferenza e al dolore dell’umanità.

Occorre unire la psicologia alla spiritualità, ritrovando parole antiche come anima, cuore, trasformazione, perdono…Soprattutto tornare alla preghiera, alla meditazione cristiana.

Carlo Maria Martini

Cresciuto alla Scuola della Parola sotto la guida dell’Arcivescovo Carlo Maria Martini, mi sono fatto la convinzione che il cardinale non è stato solo un maestro della fede ma anche un terapeuta dell’anima e chi attinge ai suoi scritti se ne accorgerà.

Carlo Maria Martini - La tomba in duomo 2

Carlo Maria Martini il pastore della Chiesa che è in Milano 2

Carlo Maria Martini - La tomba in duomo

Come primo accostamento, invito a prendere contatto con queste meditazioni degli Esercizi agli alunni delle scuole medie dei Seminari della diocesi di Milano, predicati dal Cardinale Carlo Maria Martini nel lontano 1986. Significativo il titolo, dove appare evidente che il Maestro e  il Terapeuta è il Signore Gesù: 

GUIDAMI SULLA VIA DELLA VITA

Carlo Maria Martini - Tu mi scruti e mi conosci

clicca:

AGOSTINO – CONVERSIONE SIGNIFICA SVOLTA: Carlo Maria Martini e Massimo Cacciari

Sinai - Oreb -deserto

“OGGI,

se udite la Sua voce,

non indurite i vostri cuori.”

(Ebrei 3,7)

« Ave Verum Corpus natum de Maria Virgine

Vere passum, immolatum in cruce pro homine,
Cujus latus perforatum unda fluxit et sanguine,
Esto nobis praegustatum in mortis examine.
O Jesu dulcis, O Jesu pie, O Jesu, fili Mariae,
Miserere mei. Amen. »

 

Ave, o vero corpo, / nato da Maria Vergine, / che veramente patì e fu immolato / sulla croce per l’uomo, / dal cui fianco squarciato / sgorgarono acqua e sangue, / fa’ che noi possiamo gustarti / nella prova suprema della morte. / O Gesù dolce, o Gesù pio, / o Gesù figlio di Maria, / Pietà di me. Amen.

EMAN

sayonara

https://dl.dropboxusercontent.com/u/4974877/ElenaLastPlayMP3.mp3

9 pensieri su “1-HOME PAGE – “DEPRESSI DI TUTTI I PAESI, UNITEVI !” – Angelo Nocent

  1. Sono entrata in punta di piedi, ho letto, ho ascoltato, ho pianto pensando alla solitudine delle anime depresse. Riconosco che non lo sono non per merito mio ma per grazia di Dio che mi ha impedito di esserlo…perchè in me c’erano tutti i presupposti per esserlo.Spero che chi passa da queste parti trovi aiuto, forza, speranza e voglia di guarire . Da parte mia posso solo tornare a prendere “vitamine” per rafforzare la mia fede. Ciao Angelo

  2. Anche io ho letto tutto!!!!
    LA depressione è qualcosa di terribile, ti schiaccia, ti annienta, tu vorresti venirne fuori, ma proprio non ne hai la forza!!!!
    E’ una sensazione che può capire davvero pienamente solo chi l’ha provata ed io ci ho lottato duramente per tantissimi anni…
    Anche io, come Lucetta, sono qui solo per volere di Dio…
    L’altro giorno lei mi ha consigliato di leggere il libro “Il mio psicologo si chiama Gesù”…
    Ieri ed oggi ho avuto esami, ma appena posso, faccio un salto in libreria e lo cerco…
    Intanto, grazie Angelo per tutto ciò che fai per tutti noi…
    Ti abbraccio forte forte… ♥

  3. Grazie Angelo… Gesù ci parla sempre attraverso le tue parole… sai, ultimamente Lo sto pregando di non lasciare mai la mia mano perché se Lui ci è accanto siamo forti, e non abbiamo paura… ed è quello di cui ho bisogno: non avere paura.
    Ti abbraccio con affetto ♥

  4. Sono stanca.E ho paura.Non sono depressa, sono stanca e non ho più forza e fantasia per continuare a vivere. Sapete,Angelo, Lucetta….il dramma che da anni viviamo.Un figlio che soffre e fa soffrire.Seguito in modo inefficace e incompetente da uno psichiatra psicoterapeuta…A volte sembra indemoniato. Esorcisti contattati, non hanno saputo far nulla. Neppure capito. Non so se sia malato, indemoniato, cattivo…Pregare, certo, ma non basta.
    Albisetti: gli ho scritto, spiegato, raccontato: si rivolga a qualcuno dalle sue parti…
    Caro Angelo: ringrazia Iddio per Elena: lei ha avuto il dono della libertà e della guarigione. Ora puoi pensarla, saperla in pace, tra le braccia amorevoli del Padre.
    Vorrei tanto che anche ns figlio si trovasse con lei.

    • Il messaggio indirizzato a noi, in realtà è una preghiera di lamentazione che va direttamente al Cuore di Dio.
      Che parole di consolazione possiamo dirti noi, che ci sentiamo impotenti come te!

      Dio, bontà ineffabile,
      ascolta il nostro grido di dolore!

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